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Foro di Cesare
 
Il Foro di Cesare venne realizzato da Cesare in un’area contigua al vecchio Foro Romano precedentemente acquistata con il proprio denaro: inaugurato ancora incompleto nel 46 a.C., fu terminato da Augusto.
La piazza porticata era dominata sul fondo dal tempio dedicato a Venere Genitrice; dietro i portici erano taberne (ambienti ad uso commerciale) su due piani, che al livello superiore si affacciavano sul Clivo Argentario.
In età traianea il taglio della sella montuosa tra Campidoglio e Quirinale comportò la ricostruzione del Tempio e l’edificazione della Basilica Argentaria.
Della decorazione traianea del Tempio fanno parte i pannelli con Amorini, disposti sui muri esterni della cella.

Ulteriori trasformazioni avvennero sotto Diocleziano, con il rifacimento dei colonnati dei portici della piazza e il consolidamento del Tempio, resisi necessari a causa di un grande incendio.
Con la costruzione del nuovo foro, Cesare, come altri generali vittoriosi della fine della Repubblica, intendeva celebrare la sua importanza di uomo politico e contemporaneamente sottolineare il favore divino di cui godeva da parte di Venere, madre di Enea e mitica progenitrice della famiglia Giulia.

Foro di Cesare
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Via dei Fori Imperiali
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