La Direzione
Musei Scientifici della Sovrintendenza Comunale
ha curato l’operazione complessiva inserendo il Nuovo
Planetario di Roma in un più vasto Centro
dedicato all’avanzamento della cultura astronomica
che comprende anche un Museo
e un Centro di Documentazione per
le scienze astronomiche.
Il progetto ha previsto di collocare la nuova struttura
presso il Museo della Civiltà
Romana, all’Eur. Nel suo ingresso è
stato esposto il vecchio strumento di proiezione Zeiss
II.
Il Planetario occupa
una sala di circa 300 mq ed
è coperto da una grande cupola che è stata
appositamente realizzata dalla Ditta francese Denis per
la struttura romana.
Tutta la nuova tecnologia ottica e digitale, ed in particolare
lo splendido proiettore ottico SN 88 è stata appositamente
progettata e realizzata dalla Ditta R. S. Automation Industrie,
anch’essa francese.
Il Museo Astronomico
annesso al Planetario vuole essere una struttura che esce
dai canoni classici di un museo di oggetti o di uno Science
Centre. Vuole essere piuttosto un Teatro astronomico
nel quale, con immagini e con una ricca dotazione di modelli
e di ricostruzioni planetarie, si possa accendere nel grande
pubblico la scintilla della curiosità e nello stesso
tempo si riesca a trasmettere a grandi e a bambini il gusto
della scoperta, la coscienza della nostra piccolezza nell’universo
e la constatazione della ancora immensa ignoranza dell’uomo.
Partendo dalla terra, e poi la luna, e poi i pianeti e poi
lo spazio extraplanetario, si giunge ai grandi temi del
tempo, dello spazio e dell’origine degli elementi,
per tornare infine sulla terra “attraverso”
un buco nero.