I complessi interventi di restauro recentemente effettuati hanno fornito
l'occasione per impostare una sostanziale riorganizzazione della collezione. Le opere,
circa 240, sono raggruppate per scuole, generi e autori e il percorso delle sale è
organizzato in ordine cronologico.
Secondo la nuova successione delle sale, la visita inizia
con la pittura del tardo Medioevo (sala I), del Cinquecento a
Ferrara (seconda II) e a Venezia (sala III).
«(...) A partire dalla IV sala
l'allestimento intende proporre e valorizzare sia alcuni snodi fondamentali della
situazione artistica romana del Seicento sia i consistenti nuclei di opere di Guido Reni (sala VI), di Guercino (sala di Santa Petronilla)
e Pietro da Cortona (sala di Pietro da Cortona). Ad esempio,
l'omogeneo gruppo delle opere giovanili del Cortona, tutte di committenza Sacchetti, è
stato ricostituito riportando anche in Pinacoteca il ritratto di Urbano VIII del 1627, non più visibile da moltissimo
tempo perché allontanato in favore del Museo di Roma negli anni cinquanta. Nella stessa
sala oltre alle grandi tele di Bottalla di analoga provenienza Sacchetti hanno trovato
posto alcune opere del Romanelli allievo del Cortona, in particolare il Ratto di Elena
a lungo ritenuto opera del maestro. Nella Sala di Santa Petronilla,
invece, dominata dalla grande pala eseguita dal Guercino per l'altare di San Pietro, della
quale è stato messo in valore il telaio ed i supporti di sospensione originali, sono
esposti, oltre alle opere del Guercino, i due capolavori del Caravaggio la Buona Ventura e il San
Giovanni Battista, finalmente riuniti. Nella stessa sala hanno trovato posto
alcuni notevoli esemplari del caravaggismo - uno dei problemi più intricati ed
affascinanti della cosmopolita situazione artistica romana dei primo seicento
nonché il Romolo e Remo del Rubens,
nobile omaggio a Roma del pittore di Anversa.» (*)
Il percorso si conclude con la Galleria
Cini che raccoglie oltre 400 porcellane, un tempo appartenute al conte romano
Francesco Cini, collocate in nuove vetrine illuminate con un sofisticato sistema a fibra
ottica. Alle pareti della sala sono ora esposti i dipinti di Gaspar van Wittel (padre del
più noto architetto Vanvitelli), tra cui la celebre serie di sette vedute di Roma su
pergamena, e sei arazzi fiamminghi con le storie di Semiramide. Nella parte finale
della Galleria un ambiente è dedicato ai ritratti, fra i quali emergono quelli di Van
Dyck, Velázquez e Passerotti; l'ultima sala raccoglie le testimonianze della pittura del
XVIII secolo, come la Sacra Famiglia del Batoni, il ritratto, eseguito da
Subleyras, di Silvio Valenti Gonzaga - alla cui
lungimiranza si deve la Pinacoteca Capitolina - ed infine i quattro grandi bozzetti di
Domenico Corvi per gli arazzi della Sala del Trono dell'appartamento dei Conservatori mai
prima esposti.
(*) Maria
Elisa Tittoni, La Pinacoteca Capitolina, in «Capitolium», 3 (1999), n.
11-12
Visita alla Pinacoteca
[ Sala 1 ] [ Sala 2 ] [ Sala 3 ] [ Sala 4 ] [ Sala 5 ] [ Sala 6 ] [ Sala di Santa Petronilla ] [ Sala di Pietro da Cortona ] [ Galleria Cini ] |
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A
Atrio
1 - Sala I
Italia centrale dal Medioevo al Cinquecento
2 - Sala II
Il Cinquecento a Ferrara
3 - Sala III
Il Cinquecento a Venezia
4 - Sala IV
Aspetti del Seicento a Roma
5 - Sala V
Il Cinquecento in Emilia
6 - Sala VI
La pittura a Bologna dai
Carracci a Guido Reni
7 - Sala di Santa Petronilla
La grande pittura del Seicento a Roma
8 - Sala di Pietro da Cortona
Pietro da Cortona e i cortoneschi
9 - Galleria Cini
I "generi" pittorici, le porcellane,
gli arazzi
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