Sede della raffinata corte degli Este, Ferrara rappresentò
nella seconda metà del Quattrocento e nei primi decenni del Cinquecento uno dei
principali centri di produzione culturale (si pensi a Ludovico Ariosto e a Torquato Tasso)
e artistica.
Il consistente gruppo di opere di artisti ferraresi del XVI secolo presente nella
Pinacoteca Capitolina, documenta il clima di mediazione fra le diverse scuole pittoriche
italiane tipico della cultura artistica ferrarese di quel periodo. Grazie anche alla
posizione geografica della città, nella pittura ferrarese si combinarono le proposte
artistiche veneziane, fondate su una brillante gamma cromatica, e la struttura solida del
disegno, caratteristica della produzione dell'Italia centrale.
Particolarmente significativa è la Sacra famiglia
di Dosso Dossi (1489 ca. - 1542) per la ricchezza cromatica di sapore veneto e
l'impianto possente e monumentale delle figure.
Nella raccolta capitolina sono conservate numerose opere di un altro protagonista
della fiorente stagione pittorica ferrarese, il Garofalo (Benvenuto Tisi, 1476 ca. - 1559),
di cui si segnalano la Madonna in gloria (1520-25), per il classico equilibrio
fra le ascendenze venete e gli influssi romani, e la raffinata l'Annunciazione dipinta nel 1528.
Il San Sebastiano e il San Nicola, dipinti dall'Ortolano intorno
al 1520, sono un esempio della congiunzione fra i modi umbro-romani e veneti operata
dall'artista.
L'Adorazione dei Magi, dipinta proprio
alla fine del '500 dallo Scarsellino (1551-1620), si rivela sensibile alle suggestioni
della pittura veneziana, da Tiziano a Veronese.
Elenco
delle opere esposte nella sala
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Dosso Dossi, Sacra Famiglia, 1527/28,
olio su tela, cm 236x171

Garofalo, Annunciazione, 1528, olio su
tavola, cm 103x132

Scarsellino, Adorazione dei Magi, 1600
ca., olio su tela, cm 124x112,5
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