La Tavola rotonda si è svolta nell'ambito della Fiera nazionale
della piccola e media editoria, sabato 30 novembre 2002, alle ore
10,30
Roma, Palazzo dei Congressi (Eur) - Sala Petrarca.
Diversamente dalle riviste accademiche e
professionali che sono generalmente autofinanziate e nella loro
impostazione settoriale possono contare su un bacino di lettori
precostituito, le riviste dedicate alla ricerca e al dibattito
culturale con un taglio interdisciplinare si rivolgono a un pubblico
potenzialmente più ampio, ma abbastanza eterogeneo, diffuso non solo
nelle metropoli ma anche nei piccoli e medi centri urbani. Per
averne un’idea, si consideri la consistente nicchia di lettori del
supplemento domenicale de Il Sole 24Ore, che corrisponde
indicativamente a una possibile area di pubblico da raggiungere da
parte di questo tipo di testate.
Tutti coloro che a diverso titolo si occupano di
editoria e circolazione del libro sanno bene quanto il circuito
della distribuzione e delle librerie penalizzi proprio la produzione
editoriale di riflessione e dibattito culturale a carattere
interdisciplinare, incidendo visibilmente sulla possibilità che
questa produzione possa raggiungere il vasto pubblico potenziale che
pure sappiamo esistere.
Per di più va restringendosi il contributo
finanziario assicurato in passato dallo Stato, tramite il Ministero
dei Beni Culturali, con la conseguenza di mettere seriamente in
discussione la continuità di un patrimonio intellettuale di
insostituibile valore per la crescita culturale e civile del Paese
in un momento in cui occorrono più che mai strumenti per conoscere e
comprendere i tanti aspetti dei cambiamenti in atto.
Diventa perciò vitale cercare iniziative e
strumenti che assicurino la promozione e la diffusione di questa
vasta area pubblicistica. Un esempio può venire dalla Spagna, dove è
nata già da parecchi anni “EL ARCE” (Asociaciòn de Revistas
Culturales de Espana) che riunisce il meglio della produzione
culturale spagnola e latino-americana e ne coordina la diffusione
anche a livello internazionale.
Baicr sistemacultura e AICI, che hanno
finalità istituzionali di promozione della cultura e di
valorizzazione delle strutture del patrimonio culturale, hanno
voluto costruire delle occasioni di confronto come tavolo di
verifica per la promozione di analoghe iniziative in Italia . Sono
chiamati a parteciparvi tutti i protagonisti: le redazioni, gli
editori, i librai, il mondo della scuola e delle biblioteche, in un
comune impegno di individuazione dei modi, dei luoghi e degli
strumenti di questa necessaria collaborazione.
Il primo incontro delle riviste culturali si è
svolto il 17 ottobre 2002 a BIBLIOCOM, la rassegna rivolta al mondo
delle biblioteche, dove per la prima volta è stato proposto il tema
della diffusione delle riviste culturali, rivolgendosi a un pubblico
di operatori che sono abituati a mediare e a comunicare idee e
saperi in un ottica di promozione della cultura. Dalla tavola
rotonda, che ha visto riuniti responsabili e editori di varie
testate, sono emersi temi ed esigenze che accomunano le diverse
esperienze, in modo tale da prefigurare per il futuro nuove forme
associative o di coordinamento per la rete delle riviste di cultura.
A un mese distanza, il 30 novembre, gli stessi
promotori organizzano una nuova iniziativa nell'ambito della 1^
Fiera della piccola e media editoria "Più libri, più liberi",
all'interno di un contesto di incontri professionali e di promozione
della lettura caratterizzato dall'esigenza, presente in tutto il
settore editoriale librario e pubblicistico, di allargare l'area dei
rapporti con il pubblico, soprattutto quello più avvertito nei
confronti dei temi culturali veicolati dai media a stampa.
L'intento della tavola rotonda, dal titolo
programmatico "Idee in cerca di lettori. Presenza e diffusione
delle riviste di critica culturale", è quello di compiere un
ulteriore passo in avanti nell'analisi della prospettiva e nella
proposta di soluzioni operative di carattere collettivo.
Le principali problematiche intorno alle quali
ruota la discussione apertasi tra le riviste sono le seguenti.
La salvaguardia del ruolo delle riviste
dedicate all'analisi e al dibattito culturale, che si
caratterizzano come strumenti originali, sia per il taglio
interdisciplinare sia per l'autonomia del loro progetto culturale,
rispetto alle riviste accademiche, professionali o politiche.
Lo sviluppo di strategie che consentano di
intercettare nuovi lettori, nel rapporto con le aree di pubblico,
vecchie e nuove, che si pongono domande trasversali sulle grandi
tematiche attuali della trasformazione della società e
dell'individuo: la globalizzazione e il dialogo tra le culture, il
ruolo delle religioni e i temi psicologici e umanistici legati
alle culture alternative, i problemi dell'ambiente e le identità
culturali regionali.
L'interlocuzione unitaria con le istituzioni
nazionali e regionali, in relazione agli aspetti normativi e alle
politiche culturali che possano favorire la presenza e la
diffusione delle riviste culturali nel territorio nazionale e
all'estero, all'interno dei circuiti educativi e dell'informazione
culturale.
Le forme di coordinamento tra le riviste
culturali necessarie per realizzare un programma comune di
promozione e comunicazione, in sinergia con le politiche
editoriali e distributive: dalla partecipazione alle
manifestazioni fieristiche, alla creazione di un sito informativo
in Internet, dal censimento delle testate alla creazione di un
catalogo o un notiziario comune, dai convegni tematici ai progetti
culturali con le scuole e le biblioteche.